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Festa della donna - L'onta di Moretti PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Trani   
Martedì 09 Marzo 2010 14:41

Festa della donnaMa più si va avanti e più si perde il senso della misura, della decenza e purtroppo, dell’intelligenza.

C’è chi la usa per buoni propositi, chi la usa per fini meno decorosi e chi non la usa affatto. Ed è un vero peccato per questi ultimi perché stando a ciò che i libri ci insegnano, proprio l’intelligenza sembra essere quel piccolissimo particolare che ci distingue dalle bestie, insegnamento che spesso cozza contro l’evidenza purtroppo.

L’attributo che ci permettere di scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il cattivo dal buono. Ci permette di essere buoni o cattivi a nostra scelta. Non è detto che il cattivo non sia intelligente anzi, spesso, nella cattiveria si insidia la più acuta intelligenza.

Per far male al prossimo o si è brutalmente dementi o si è squisitamente intelligenti.

A volte tuttavia, assistiamo a delle manifestazioni apparentemente prive di qualsiasi fondamento derivante dall’utilizzo del cervello. Cose che ci lasciano sbalorditi. Senza parole. Esterrefatti. O semplicemente fatti!

Chi è abituato ad utilizzarlo, il cervello, per provare a darsi quasi sempre una spiegazione razionale di tutto, rischia di rimanere intrappolato in questo ravello senza trovare via d’uscita. La via d’uscita potrebbe essere la più semplice e cioè, l’alienazione dell’intelligenza ma è difficile da somatizzare per una persona razionale. Intanto il ravello continua e alimenta il flagello.

Uno di questi casi, che da ieri sta frantumando gli ultimi neuroni rimasti superstiti nel mio cervello da quando sono un pendolare di Trenitalia, è l’indegno spettacolo a cui hanno assistito tutti gli Italiani che ieri hanno viaggiato in Eurostar.

Difficile concepire cotanta demenza, ma semplice attribuirne la paternità per un elementare discorso di responsabilità derivante dalla carica istituzionale che ricopre. E a chi chiederne conto se non al responsabile “supremo” delle ferrovie Mauro Moretti?

Ieri ricorreva il centenario della festa della donna e Trenitalia ha voluto omaggiare le donne con un piccolo pensiero simbolico.

A bordo dei treni Frecciarossa, è stato distribuito un piccolo cioccolatino di colore giallo, a ricordare la mimosa, simbolo floreale della ricorrenza.

Gesto gentile potrebbe dire qualcuno, e sicuramente l’avrà pensato l’artefice di tale iniziativa senza immaginare che la pensata avrebbe mandato in fumo 100 anni di storia femminile, 100 anni di storia sgretolati e macinati tra nocciole e cacao.

La donna ha impiegato 100 anni per acquisire la parità di diritti con l’altro sesso, semmai si può parlare ancora di due sessi, e Trenitalia ha sciolto in un cioccolatino tutti questi sforzi, ristabilendo una disparità ancora più aberrante di quella sessuale: quella di classe!

I cioccolatini sono stati distribuiti alle sole donne accomodate in prima classe. Quelle col rossetto Lancome (mi vengano in supporto le esperte del settore per rossetti più pregiati). Donne da Chanel numero 5. Donne Versace e Valentino. Donne da piedi da 2000 euro.

Uno cioccolatino a tutte le donne di prima classe e un calcio in culo a quelle di seconda classe e alle donne frequentatrici di treni di terza classe.

Come se il resto del mondo femminile non fosse indispensabile per dare il senso della gratitudine dell’esistenza delle donne, come se le donne da omaggiare fossero solo le madonne di corte e non le sguattere di cucina. Come se al mondo esistessero donne più donne di altre. O le altre solo femmine di una specie animale da non rispettare. Come per esempio le marionette col vassoio in mano, a distribuire cioccolatini ad altre donne di prima classe. Veline ferroviarie, di bella presenza a gratificare le signore che hanno avuto la possibilità di distinguersi dalle sfigate di seconda classe. Serve di clienti d’elite col sorrisino ipocrita di chi ti offre il cioccolatino e sotto i baffetti cerettati ti augura che ti vada di traverso per maledire quel lavoro straordinario che gli è toccato proprio il giorno dell’otto marzo.

Riconoscendo in Moretti il responsabile, se non materiale, almeno istituzionale di questa ennesima onta trenitaliana, non posso che pensare al colore della materia celebrale del soggetto, a questo punto più simile al marrone della cioccolata (che cioccolata non è) che alla cosiddetta materia grigia racchiusa nello scatolone cranico che anche a guardarlo sembra abbastanza capiente.

Trenitalia continua a schiaffeggiare la propria clientela che tuttavia sembra godere delle torture morettiane. Chi per esempio ha pagato 131 euro per un biglietto di prima classe per andare in 4 ore e mezza da Napoli a Milano, invece di scegliere un volo a 90 euro circa, per un’ora e mezza di cielo, avrà pagato di più, ma almeno ieri, 8 marzo, festa della donna, i 40 euro e le tre ore di differenza, saranno almeno stati spesi bene: Trenitalia ha regalato loro il cioccolatino, anzi, la cioccolatina della vergogna!

Se questa è la disparità di trattamento tra le donne di prima e seconda classe, non oso immaginare quale possa essere in futuro la sorte delle donne che viaggeranno in quarta classe.

 

 
Lettera aperta all'AD di Trenitalia PDF Stampa E-mail
Scritto da La riccia   
Sabato 06 Marzo 2010 14:16

pendolari“Gentilissimo dott. Moretti vorrei porgerLe, se lei mi consente, una domanda:“

A Morè, ma che te sei bevuto il cervello?

Hai tolto una carrozza alla tratta Roma - Napoli (TAV)!!!!

Ma hai capito che ormai siamo stratificati come una torta sant'Honoré, sfoglia su sfoglia !!!

Invece dei portabagagli perché non soppalchi i treni e ci fai una serie di nicchie lì sopra?

Sotto in poltrona solo prenotazioni, e sopra sul soppalco solo pendolari da tumulazioni.

Oppure un’idea sarebbe regalare una fune bella doppia e un paio di pattini a rotelle in dotazione

ad ogni abbonamento.

Sai che spasso l’abbonato al traino? E sai che scintille sui binari a 300 l’ora?

L’unico problema serio sarebbero le frenate, rischieremmo di fare la fine dei moscerini in

autostrada.

Mmmm no Morè a pensarci bene sta’ cosa del rimorchio non mi convince tanto, già so come

va a finire, chi si mette avanti quando si frena si becca il culo del treno di faccia e gli altri

colleghi trainati a seguire nel …. E siamo alla solita storia del trenino brasiliano.

No grazie Morè già ci pensa Trenitalia a mettercelo in quel posto! “

La riccia

 
La birra delle cazzate PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Trani   
Mercoledì 03 Marzo 2010 11:25

birra_moretti“i signori pendolari abbonati sono pregati di lasciare liberi i posti della carrozza nr. 8 per dare posto ai clienti con le prenotazioni per le carrozze mancanti”

Così il capotreno alle 7.05 del giorno 1 marzo si presentava invece del consueto “benvenuti a bordo del F(r)ecciarossa Alta Velocità 9608”.

Colpa d’Alfredo avrebbe detto Vasco Rossi, o colpa delle 3 carrozze mancanti? Nessuna delle due ovviamente e il dubbio stavolta non è amletico in quanto l’irrazionale ragione del delirio del capotreno, è presto spiegata e non potrebbe essere altrimenti: ha bevuto di buon mattino tutto il Carpené Malvolti destinato ai “signori” della prima classe. Del resto solo un soggetto in preda ai fumi dell’alcool potrebbe emettere via interfono tale perentoria direttiva!

All’appello infatti, quella mattina, mancavano ben tre carrozze di seconda classe e precisamente la 10, la 11 e la 12 con relativa carenza di 207 posti a sedere per un totale del 40% esatto dell’intera offerta di seconda classe.

Lo sdegno sulle facce dei “meno signori” di seconda classe, ulteriormente declassate da tale affermazione era evidente, soprattutto la faccia orribile sgraziata dei pendolari. Gli abbonati, 350€ al mese, 4200€ all’anno, azionisti più del Ministero del Tesoro, unico azionista dell’azienda, avrebbero dovuto lasciare il posto ai possessori di biglietto, anche se costoro avevano riservato il posto in una carrozza che non c’è.

Hai voglia di svoltare a destra alla prima stella e poi sempre dritto fino al mattino, quel posto era più latitante dell’isola di Peter Pan.

Il delirio trenitaliano stavolta si è davvero superato manifestandosi attraverso la voce di un cervelletto minuscolo di un capotreno. Ma noi continuiamo a non capire perché all’appello continuano a mancare costantemente delle carrozze e stranamente sempre e solo quelle di seconda classe.

La balla di Moretti assomiglia sempre più ad una falla e non regge la scusa del restyling anche perché le carrozze finora restyled dove c…avolo sono?

Ma se è il restyling il problema, perché non “restylano” un intero treno alla volta?

Molto più plausibile la storia dei treni a 12 carrozze troppo pesanti per battere i record di velocità, senza che Moretti continui a prenderci per il culo con le sue cazzate e con le sue manie di onnipotenza.

Ci siamo davvero stufati di essere trattati come stracci. L’alta velocità sulla tratta Roma-Napoli è pagata soprattutto con i soldi degli abbonati.

Sborsiamo qualcosa in più di 4 milioni di euro all’anno per andare a lavorare con le “feccie” di Moretti e con le sue cazzate e come se non bastasse, dobbiamo subire la demenza di qualche capotreno raccomandato che non sapendo fare altro, grazie al nepotismo che regna nelle ferrovie dove da anni ormai non si assume per concorso ma solo grazie ai cosiddetti “calci”. E noi di calci ne daremmo tanti, e sappiamo bene a chi vorremmo darne, il primo culo della lista è quello di Moretti e a scendere fino all’ultimo capotreno demente.

E pensare che la parola “Moretti” mi ricordava l’estate, il caldo, il sapore fresco e giustamente amaro che scendendo giù per la gola dava la sensazione di refrigerio per tutto il corpo. Adesso la parola “Moretti” mi da ugualmente i brividi, ma di paura, di ribrezzo, una nausea incredibile. Non bevo più birra Moretti.

Attenti a non tirare troppo la corda con i pendolari, potrebbero trasformarsi in tifosi!!!

 

 

 
Pinguini PDF Stampa E-mail
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Scritto da La riccia   
Lunedì 22 Febbraio 2010 10:11

pinguiniCare pendolatrici, cari pendol-atroci,

Sono una nuova pendoloatrocità, è solo da un paio di mesi che spendoleo su e giù da Roma a Napoli.

Ho conosciuto questo sito all’ inizio di dicembre , quando io e le mie colleghe (di cui vi parlerò più in là) abbiamo saputo del trasferimento su Roma, e sono rimasta affascinata da Iole e dalla sua fantastica ironia.

Dopodichè in TAV ho avuto la fortuna di conoscerne il presidente (scusatemi, ma devo dirlo per forza, altrimenti non mi pubblica il pezzo!!!) e adesso eccomi sul treno a scontare i miei peccati (cosa avrò fatto mai di così grave, mica l’ho capito).

Ma veniamo a noi cari colleghi di ventura, alle fobie, ai tic, alla grande diversificazione di umanità che la TAV ci offre. Non potete immaginare il sollievo che mi date, nel mio piccolo ufficio di Napoli credevo di essere sola con le mie manie, e invece eccomi qua, in ottima compagnia, immersa in questo mare di umanità e di PSICOPENDOLARITAV.

Una su tutte vorrei chiedere “Presidè ma tu che pendoli (non da una forca, ma da una TAV) da tanti anni, hai mai visto qualcuno che prendesse il Carpenè Malvolti a prima mattina????? “E tu amico della 1ª classe che bevi il Carpenè Malvolti alle 6.50, lo sai che dovrai fare il pendolare in Tav per il resto dei tuoi giorni? Perché se continui di questo passo, la polizia la patente te la straccerà con i denti in pezzettini piccoli piccoli“. Ma a parte questa piccola curiosità vorrei parlarvi di una cosa che mi affascina moltissimo. Sulla Tav ho conosciuto una nuova specie animale… i pinguini, voi direte, ma c’è già , ERRORE, non quei pinguini, ma i nostri pinguini, quelli di proprietà esclusiva di Trenitalia. Sono animali abitudinari, si destano verso le 7.40 del mattino, escono dalle loro tane-poltrone si stiracchiano, prendono la loro borsetta, si perché a differenza dei normali pinguini, sono marsupiali part time , ed iniziano a pinguinare.

Migrano, anzi trasmigrano, è come se seguissero una sirena tentatrice, si mettono lì tutti in flia e risalgono il treno, carrozza dopo carrozza.

Sono caratterizzati da un’andatura oscillante (dovuta al treno) e sbatacchiano il loro pingui-sederotti in faccia alle persone che hanno la fortuna di sedere nel posto corridoio.

Devo confessarlo LI ADORO!!!

Una volta ho tentato di imitarli, alle 7.40 mi sono alzata, ho recuperato la mia borsa (marsupio) il mio ben pingue-sederotto e sono partita "AHHHHHH CHE SODDISFAZIONE" se non fossi così sfaticata lo farei tutti i giorni. Vuoi mettere il piacere di salutare tutte le mattine il conducente del treno?

Altro che quelle adorabili viperette delle mie colleghe… e se qualche pinguino si dovesse dissociare? Subito nel girone dei pinguini cattivi, quelli che camminano camminano e non arrivano mai in testa al treno!!!

P.S. Lo so perfettamente che correte perché avete una coincidenza da prendere, così come voi sapete perfettamente che tutto ciò è stato scritto con il massimo rispetto per chi come voi e come me si fa 500 Km al giorno per andare a lavorare, il tutto ovviamente condito con un pizzico d’ironia e una goccina di malizia che non guastano mai.

Da qui nascono i pendo...lezzi un’ idea geniale del nostro presidente!

L’abbiamo fatto studiare al Cepu per arrivare a tanto!

La riccia

 
Italia amore mio PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio Trani   
Giovedì 18 Febbraio 2010 17:15

Italia amore mio

ce cacci a filiberto?

fallo per amor mio

lo chiedo a cuore aperto

 

caccialo Italia mia

rimandalo dov'era

famme sta cortesia

faje veni' er colera

 

e poi nun sa cantare

senti quant'è stonato

m'ha fatto vomitare

ma chi ce l'ha mannato?

 

che c'entra lui a Sanremo

che fa mezzo ai cantanti

pe' me ce fa lo scemo

che gia ce ne so' tanti

 

facce sta cortesia

ricaccialo sto mulo

te prego Italia mia

rimannalo affanculo!

 

 
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