I cittadini che quotidianamente si spostano tra Roma e Napoli per raggiungere il proprio posto di lavoro e/o studio in una delle due città sono numerosi. La gravità della crisi economica e l’atavica situazione della regione Campania di scarse occasioni di lavoro, obbligano soprattutto i cittadini campani a recarsi in altre città e sopportare lunghi viaggi ed elevati costi di trasporto.
“Assopendolari” Associazione dei Pendolari Napoli ‐ Roma, nata tre anni fa per dar voce alle istanze dei pendolari (bacino di utenza stimato in circa 3500 unità) che ogni giorno si spostano tra Roma e Napoli, associa più di 400 lavoratori e ha un sito internet tra i più visitati d’Italia nel settore.
Come ampiamente pubblicizzato, dal primo gennaio 2010 Trenitalia ha ridisegnato il sistema ferroviario italiano con l’introduzione di numerosi treni ad Alta Velocità, rimarcandone la precisione e l’affidabilità a prezzi competitivi rispetto al sistema di trasporto aereo.
Tale politica aziendale ha determinato un nuovo adeguamento dei costi dei biglietti e degli abbonamenti ferroviari (il terzo in meno di due anni), ritoccando in maniera molto rilevante quelli dei treni ad Alta Velocità, dei quali, si da atto, è stata aumentata sia il numero, sia la frequenza.
L’altra faccia della medaglia è che, oltre ai predetti aumenti, è anche stata disposta una rivisitazione degli orari delle linee a minore costo nella tratta Napoli – Roma - Napoli, con la soppressione, o lo spostamento dei treni Regionali, Intercity ed Eurostar in fasce orarie non confacenti alle esigenze della “popolazione” pendolare, vedasi per esempio la cancellazione dell’unico TAV che da Roma partiva per Napoli alle 07.25, unica possibilità di arrivare a Napoli in orario compatibile con le esigenze lavorative.
Essere pendolari non è una scelta ma una necessità!
Il costo per l’eventuale locazione di un appartamento, nelle due città è molto elevato, tanto da rendere impensabile un trasferimento di domicilio per lavoro, ancorchè limitato ai giorni lavorativi dal lunedì al venerdì.
Gran parte della “popolazione” pendolare ricade in fasce di reddito medio basse, con familiari a carico, vive in quartieri popolari suburbani e periferici, risiede in Provincia, lontano dalla stazione.
In violazione all’art. 3 della Costituzione che sancisce il principio di uguaglianza tra i cittadini “comma 1).. e devono essere in grado di sviluppare pienamente la loro personalità sul piano economico, sociale e culturale”, questa categoria di lavoratori è stata ulteriormente umiliata dal nuovo aumento tariffario apportato da Trenitalia e dalla quasi completa soppressione delle linee a minor costo, costringendo tutta l’utenza ad utilizzare unicamente l’Alta Velocità.
Come clienti e diversamente dalle normali logiche commerciali, l’azienda ha completamente annullato il concetto di fidelizzazione e non ha elaborato nessuna proposta per i pendolari che consentisse di poter viaggiare con costi e tempi analoghi alla precedente offerta.
Il sacrificio economico sostenuto dai pendolari è divenuto troppo oneroso con ripercussioni rilevanti sulle famiglie sia sul piano economico che relazionale, soprattutto per i figli che già soffrono dell’assenza di un genitore in momenti delicati della loro crescita fisica, morale e intellettuale.
Non esistono abbonamenti integrati, agevolazioni, convenzioni, possibilità di abbattimento dei costi di trasporto in sede di dichiarazione dei redditi.
In tale ottica l'attività dell'associazione ha portato questa ad ottenere due audizioni con la conferenza dei capigruppo della regione Campania e a seguito di queste è stato votato all'unanimità un O.d.G. del 16 aprile 2009 che impegna le istituzioni regionali a farsi parte attiva nel supportare le legittime richieste dei pendolari.
L'associazione ha altresì allacciato rapporti con altre organizzazioni di pendolari quali Milano ‐ Torino, Benevento – Roma, Bologna ‐Milano, Piacenza ‐ Milano per sviluppare sinergie e soluzioni di reciproco vantaggio.
Oggi ci troviamo nella condizione di non poter più sostenere l’elevato costo dell’abbonamento ferroviario mensile e chiediamo pertanto che si apra un tavolo di trattative tra la società Trenitalia, le istituzioni locali campane, il Ministero dei Trasporti e le associazioni di utenti.



La petizione





