Ormai siamo diventati un fenomeno da studiare. Un topolino intrappolato in una scatola di vetro tra mille pareti bianche, sotto gli occhi di altrettanti studiosi attenti nell'attesa della fine dell'esperimento, che si conclude proprio con la morte del topino.
E ci studiano in tanti. Psichiatri e psicologi di tutto il mondo teorizzano ognuno le proprie tesi sul comportamento dei pendolari.
A incidere sulla stabilità psico-emotiva del pendolare, infatti, non è più l'indecenza dei treni italiani, sporchi e sudici, che gia da tempo non interessa più nemmeno ai vertici di Trenitalia, figuriamoci agli studiosi del comportamento umano-pendolare, bensì lo stress dovuto al rincorrere il tempo sempre un pizzichino più veloce dei treni italiani. Ed è così che coincidenze che non coincidono mai, orari da rispettare a lavoro ma mai rispettati dai treni, l'impotenza rispetto a questi fenomeni che sfuggono al controllo del pendolare, portano, secondo David Lewis, dell'International Stress Management Association, ad ansia, stress e, ultimo ritrovato della conoscenza psichica, all'"amnesia del pendolare".










